Tutti contro tutti sul Recovery Fund: Scopriamo il perché

Il Sole 24 Ore riporta una statistica dell'economia Italiana dopo un anno dall'arrivo del Covid, in cui la maggior parte dei grafici riporta un'impennata in negativo.


Quali sono le prospettive per tornare alla normalità?

La commissione Europea ha destinato un piano di recupero (il cosiddetto Recovery Plan) per dare all'Italia circa 172 miliardi, dei quali circa 80 a fondo perduto, per compensare la maggiore perdita del nostro paese, attribuibile al crollo del turismo.

Ma questo prestito non è gratis e si prospetta la necessità di ripagarlo con contributi nazionali e risorse comuni, nonché come molti prospettano la nascita di nuove tasse Europee, come ad esempio la web tax, in un processo federalista, su cui la Germania preme da anni, per condividere debiti e tasse tra i paesi membri.


Cosa pensano gli economisti di questa operazione?

L'intervista al prof. Malvezzi del 28 aprile, rivela i retroscena del Recovery Fund, denunciando la poca chiarezza delle condizioni di rimborso.

Infatti, il noto economista dell'Università di Pavia, definisce l'operazione come una "svendita del paese alla dominazione finanziaria dell'Europa", e ritiene che le condizioni del prestito non siano state definite in modo chiaro.

Paragona l'operazione ad un mutuo bancario, e si chiede chi firmerebbe mai un mutuo senza conoscere in anticipo le condizioni? 

Due facce di una stessa medaglia: da una parte l'esigenza di ripartire il più presto possibile con l'economia, dall'altra le condizioni non chiare, che determineranno lacrime e sangue in futuro.

Ma abbiamo veramente una scelta possibile, o il Recovery Plan è l'unica alternativa possibile per ripartire?

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